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Prima Intervista impossibile - Paolo di Tarso (circa 5 d.C. - 67 d.C.) PDF Stampa E-mail
Scritto da Lucifero Bastoni   
mercoledý 19 settembre 2007
E' molto particolare ed importante essere qua in questo luogo, ed in questo tempo, (siamo nel 30 d.C) per intervistare uno dei più famosi rider della storia. Saulo di Tarso, in arte Paolo, ha fatto della strada una vera e propria scelta di vita.

D: Buongiorno, come va?
R: neanche tanto male, considerato l'incidente.
D: Che incidente? Non sappiamo nulla, ci racconti
R: la solita storia, ai motociclisti nessuno pensa. Già con la mia moto, anche se entrofuoristrada, è piuttosto difficile condurre su sterrati, e voi sapete che al giorno d'oggi di lastricato ci sono solo le strade di Roma, e tra l'altro hanno due solchi che fanno spavento. va be', ci si è messo anche il solito buontempone di mezzo: per segnalarmi l'ennesima pattuglia di legionari sulla statale per Damasco. mi ha lampeggiato con chissà quale luce del cavolo, sono rimasto abbagliato e sono finito per terra.
D: accidenti, si è fatto male?
R: non proprio, ma devo aver sbattuto la testa e adesso vedo le cose in modo diverso da prima.
D: sospetta un deficit del visus dovuto al trauma, o all'abbagliamento?
R: Forse, avevo perso la vista per tre giorni, ma più che altro ho la strana sensazione di dover fare qualcosa di urgente, mah...
D: stia tranquillo, vedrà che passerà. Mi sembra in ottima forma.
R: Il problema infatti non è la mia salute, ma la moto.
D: Si è rovinata parecchio?
R: Macchè, praticamente niente, si è appoggiata sui zucconi coprivalvole. E' che penso non sia più quello che fa per me, dopo l'incidente. Una volta viaggiavo per viaggiare, o per lavoro, come questa volta. Tranquillo, senza assilli, sapevo perfettamente cosa fare e dove andare.
D: e adesso?
R: Adesso ho capito di aver bisogno di un mezzo che mi porti ovunque, anche nel deserto, ma anche nelle città. Ho un sacco di amici sparsi per il mondo, e devo andarli a trovare tutti.
D: guardi, è normale pensare di cambiare moto dopo un incidente, è un transfer della responsabilità, del senso di inadeguatezza.
R: vuole dire che è colpa mia l'incidente?!?!
D: no, no, dico solo che è normale sentirsi così.
R: ah, ok. Già, può essere, ma in ogni caso credo di aver trovato quello che serve.
D: Sarebbe? Il suo consiglio per i lettori di Pianeta Bicilindrico!
R: non so come si chiama, ma somiglia un po' a quei bei sarcofaghi etruschi, tutti decorati, molto capienti. Sa, quelli con la coppia di sposi sopra.
D:credo di aver capito, un maxiscooter, o una tourer di grossa cilindrata. Ma lei intende viaggiare solo o in coppia?
R: mi sa che andrò solo. il viaggio è lungo.e io sono single, l'esattore delle tasse non è un mestiere che attira le donne.
D: Eh, capisco, vabbè, c'è di peggio. pensi se lavorava in una municipalizzata di Sondrio. comunque, dove vuole andare?
R: Un po' ovunque da queste parti: a sud fino al Sinai, a nord fino in Grecia, a ovest, poi, volevo, imbarcarmi ed arrivare a Roma.
D: Molto bello, sicuramente.
R: Infatti. L'unico problema è che non ho ancora programmato il viaggio di ritorno. Strano, di solito pianifico tutto, ma questa cosa, proprio non la vedo.
D: Non la vede, Paolo?
R: No, proprio no.
D: mmm. Ok. buon viaggio allora. E a Roma. faccia attenzione, lì ce l'hanno un po', con quelli come lei.
R: Grazie, ed arrivederci!
D: Ci scriva una lettera, quando è arrivato. I lettori di Pianeta Bicilindrico la ringrazieranno!
R: Certamente, mi è sempre piaciuto molto scrivere.
D: Lo sappiamo, lo sappiamo.
 
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